Non piante di design ma esseri viventi
Quando si parla di piante eleganti da appartamento si pensa quasi sempre a un accessorio: un elemento decorativo da appoggiare in un angolo vuoto per “riempire” lo spazio. È una visione piuttosto riduttiva, soprattutto se si considera che stiamo parlando di organismi vivi. Il nostro rapporto con ciò che è vivo, con le persone, con gli animali, ma anche con le piante, dovrebbe andare oltre una semplice questione estetica.
Nel progetto di una casa, le piante non sono oggetti. Sono esseri viventi che crescono, si trasformano, occupano lo spazio, modificano la luce e la percezione degli ambienti. Per questo inserirle in un interno richiede lo stesso tipo di attenzione che si dedica a un elemento architettonico.
Personalmente ho una piccola ossessione per la propagazione delle piante. Quando incontro un rampicante o una pianta interessante, la prima domanda che mi faccio è sempre la stessa: posso prelevarne una talea? Da qualche anno sperimento moltissimo con l’idrocoltura, che permette di osservare il processo di crescita quasi come fosse un piccolo laboratorio domestico. L’idea di trasformare un frammento di pianta in un nuovo organismo capace di vivere bene dentro una casa ha qualcosa di sorprendentemente architettonico: è un modo per far entrare la vita nel progetto.
Se inserita con consapevolezza, la pianta diventa un elemento vitale per l’architettura degli interni. Un elemento in grado di interagire con l’ambiente modificando il nostro umore e la nostra psiche. Quindi non è arredo, non è decorazione, ma parliamo di neuroarchitettura in casa.

La pianta come elemento strutturale dello spazio
Nell’interior design esiste un principio chiaro: ogni elemento verticale modifica la percezione volumetrica. E’ sufficiente ragionare sul modo in cui percepiamo tende, pannelli, colonne o separè nei diversi ambienti. E lo stesso accade per le piante.
Vediamo qualche esempio facile: una pianta 0rnamentale alta, con sviluppo slanciato, lavora come una colonna morbida. Una pianta larga e compatta agisce come un volume pieno mentre una pianta sospesa alleggerisce la linea di vista. Esistono ovviamente piante più semplici e “facili” da gestire ed altre più ricercate ed eleganti.
Quindi, quando scegliamo una pianta elegante da appartamento, stiamo comunque valutando un essere vivente con il quale dovremo interagire nei mesi o anni a venire. Pensate solo alla differenza tra l’avere in casa in un certo angolo, una bellissima pianta grassa con aculei di diversi centimetri o una pianta dalle foglie larghe colorate e setose. Non stiamo scegliendo “la specie più esteticamente piacevole”, ma la forma più coerente con la struttura dello spazio e con la funzione che quello spazio possiede nella nostra abitazione.
Ad esempio:
Una Strelitzia Nicolai, conosciuta anche come Uccello del Paradiso Gigante, slanciata può enfatizzare un soffitto alto. Un Ficus Lyrata, pianta piuttosto comune, dialoga con ambienti dal carattere più scultoreo. Una Kentia, elegante e slanciata, introduce verticalità senza rigidità.
La differenza non è botanica. È compositiva. Un po’ come questo articolo, dove non ci occuperemo della cura delle piante ma del loro impatto nelle nostre case.
Eleganza non significa esotismo
Uno degli errori più comuni è confondere eleganza con rarità o dimensione delle piante. Avevo parlato del jungle style anni or sono raccontando appunto come l’elemento verde rappresentasse un inconscio richiamo della foresta, più sintonizzato con la necessità di una vita agreste che con concetti, spesso un po’ fallaci, di sostenibilità ambientale e di come il fenomeno sarebbe in seguito evoluto proprio in tal senso.
Oggi infatti, non solo la sensibilità per l’elemento verde è sicuramente maggiore e, fortunatamente, va al di là dell’aspetto meramente estetico o stilistico, ma soprattutto, l’attenzione posta alle piante come elemento caratterizzante del neurodesign è assolutamente imprescindibile.
Al di là dell’effetto benefico sulla psiche però l’eleganza nasce da proporzione, contenimento e coerenza materica. Se volessimo elencare alcuni principi diremmo che una pianta ornamentale da interno è quella che:
• Non invade lo spazio: attenzione alla disposizione in spazi angusti o di forte passaggio
• Valorizza l’arredo: non deve entrare in competizione ma accordarsi con quanto presente
• Non genera disordine visivo: deve creare armonia non caos
• Rafforza l’identità dell’ambiente: non piante a caso ma che rispecchino chi le possiede
Un interno minimalista con superfici materiche richiede piante dal fogliame strutturato e silhouette nette. Un ambiente più classico può accogliere masse verdi più morbide e avvolgenti. La pianta elegante è quella che sembra inevitabile in quello spazio. Non quella che sembra aggiunta come se fosse un “semplice” oggetto d’arredo.
Piante eleganti da appartamento: le tipologie più coerenti in un progetto di interni
Ho parlato all’inizio di coltura idroponica e idrocoltura perché, nonostante il mio amore per le piante sono decisamente pigro, e, se dovessi avere a che fare con terra, rinvasi e concimi rischierei di averne troppe sulla coscienza (in tal senso ho già mietuto troppe vittime). Tra i vantaggi esistenti per la coltura in acqua, quello più utile è che si possono lasciare le piante per settimane senza la necessità di innaffiarle (perché non c’è la terra, ovviamente). Certo, l’acqua deve essere cambiata spesso e arricchita al bisogno da concimi liquidi specifici.
Non tutte le piante però sono adattabili alla vita in acqua (ne parleremo dopo): andiamo quindi a vederne qualcuna che necessariamente dovrà vivere in un tradizionale vaso con terra. Analizzerò piante facilmente reperibili e che possano funzionare davvero in un progetto di interni.
Piante scultoree verticali
Di questo genere di piante ne ho già parlato all’inizio di questo articolo: sono piante strutturate e ideali per ambienti ampi o con soffitti molto alti (oltre i 3 mt). Sono piante piuttosto diffuse ed apprezzate proprio per la loro “presenza” importante.

Dracaena Marginata
Caratterizzata da Foglie lunghe e sottili, spesso di un verde intenso con margini rossi o viola. Ha una crescita lenta, non richiede potature frequenti e ha una buona tolleranza all’ombra, anche se preferisce la luce indiretta.

Ficus Lyrata
Detta anche fico a foglia di Violino: ama la luce intensa, ma non i raggi diretti del sole che potrebbero bruciare le foglie grandi e lucide.

Strelitzia Nicolai
Chiamata anche “Uccello del Paradiso”, è caratterizzata da foglie enormi ed in alcuni casi può raggiungere i tre metri di altezza. Serve tanta luce, acqua adeguata e spazio per crescere.
Piante con fogliame architettonico
Sono piante perfette per interni contemporanei. Hanno foglie particolari che sembrano disegnate ad arte per gli interni dal gusto minimale. Foglie grandi e strutturate che dialogano con arredi dalle linee pulite.

Monstera Deliciosa
Può diventare enorme, ma in vaso riesce a mantenere proporzioni corrette; si distingue immediatamente per le sue caratteristiche foglie perforate, che la rendono una delle piante più riconoscibili.

Alocasia
Questa è una delle mie preferite per via delle foglie dalla forma allungata e dalla struttura particolare: le alocasie raccolgono e conservano l’acqua nei robusti steli, ed è questa riserva idrica che mantiene dritte le foglie.

Calathea orbifolia
Ha foglie molto ampie con venature argentee e una presenza estremamente elegante. Rispetto ad altre piante è più “morbida” come presenza visiva, ma rimane molto scenografica e raffinata. Funziona bene in interni dove si vuole introdurre un elemento naturale senza un effetto troppo tropicale.
Piante leggere e filtranti
Sono quelle piante che possiamo utilizzare per smuovere ambienti troppo rigidi: piante eleganti da appartamento che useremo per ammorbidire spazi lineari e ben codificati.

Kentia
Come gran parte delle piante tropicali, la Kentia, molto diffusa nei nostri appartamenti, vive bene negli ambienti di casa. Comprende solo 2 specie di palme originarie dell’Australia: la forsteriana e la belmoreana. Molto lenta nella crescita può raggiungere però dimensioni importanti.

Areca
Simile alla Kentia, ha un fusto sottile e slanciato ed è coronato da fronde lunghe e sottili con foglie pennate e piumate. Le foglie sono di un bel colore verde brillante, con una leggera curva verso l’esterno, conferendo all’Areca un aspetto elegante e raffinato.

Schefflera
Chiamata anche pianta ombrello per le foglie che si raggruppano a raggiera, è una pianta facile da gestire; la Schefflera è una pianta facile da coltivare perché risulta piuttosto rustica, non richiede molte cure e si può acquistare delle dimensioni che si desiderano.
Il rapporto tra pianta e luce
All’inizio dell’articolo ho parlato anche di neuroarchitettura, sottolineando come le piante abbiano un ruolo centrale nell’interazione uomo-ambiente. Oltre alle influenze dell’architettura biofilica, la luce ricopre un ruolo drammaticamente importante nella vita delle persone. La luce è fondamentale per noi e per le piante che teniamo in casa.
L’eleganza di una pianta è dovuta soprattutto all’armonia del suo sviluppo: non esiste pianta elegante se è collocata in modo incoerente rispetto alla luce.
E’ vero, si possono utilizzare anche delle luci artificiali per sopperire alla mancanza di luce naturale, ma, sopratutto in ambito domestico ,queste luci non sono il massimo dell’estetica e, a meno che non disponiamo di una serra dedicata, trovo superfluo andare a consumare ulteriore energia quando possiamo avvalerci della luce naturale del sole.
La luce naturale infatti determina:
• direzione di crescita
• densità del fogliame
• intensità cromatica
• ombre proiettate
Ed è proprio l’ombra a rendere la pianta elemento architettonico. Una foglia ampia, colpita lateralmente, produce un pattern dinamico sulla parete. Una chioma filtrante ammorbidisce una finestra esposta a sud. La pianta non è quindi solo volume: è disegno luminoso.
Il vaso: la base invisibile dell’eleganza
Non voglio dilungarmi troppo sulla necessità di avere coerenza materica e cromatica all’interno di un ambiente ma è indubbio che, se presente, il vaso ricopre un ruolo importante nell’estetica visuale dell’abitazione. Un vaso incoerente può annullare completamente l’effetto di una pianta elegante da appartamento.
Per semplificare, senza addentrarci in troppe questioni tecniche relative ai vasi (che demando a chi di dovere quando e dove acquisterete la pianta), vorrei solo ricordarvi una regola semplice: il vaso deve dialogare con i materiali dell’ambiente, non con la pianta.
In un interno contemporaneo funzionano: ceramiche opache, cemento naturale, metalli satinati coerenti con quelli eventualmente presenti (ad esempio, se le porte di casa hanno maniglie in bronzo satinato, non mi sognerò di utilizzare un vaso in alluminio)
In un contesto più caldo: terracotta desaturata, pietra (attenzione ai contrasti con il pavimento), vasi rivestiti con fibre naturali.
La regola è che il vaso non deve attirare l’attenzione ma deve stabilizzare la composizione e collegare in modo armonioso la pianta all’appartamento.

Piante in idrocoltura
Per quanto riguarda le piante coltivate in acqua avremo per lo più piante immerse in due tipologie di vasi/contenitore. O semplicemente inserite in contenitori in vetro, con l’aggiunta di qualche sassolino sul fondo per far agganciare bene le radici, oppure inserite in un doppio vaso con l’aggiunta di inerti. L’utilizzo del doppio vaso (un cestello forato interno per la pianta con argilla espansa e un contenitore esterno impermeabile come riserva d’acqua) serve a garantire ossigenazione, stabilità e facilità di pulizia.
Il vaso singolo, utilizzabile con argilla espansa e acqua, permette di monitorare visivamente il livello dell’acqua e l’apparato radicale, ed è l’ideale per vasi in vetro decorativi.
In questi casi le piante più utilizzate sono Ficus, Calathea, Pothos, Dracena, Clusia, Filodendro e Aglaonema. Queste sono piante che si possono “propagare” facilmente.
Ad esempio per il resistentissimo Photos basta tagliare un ramo di circa 15-20 cm appena sotto un nodo (la protuberanza scura da cui nascono le radici) con forbici pulite. Si rimuovono le foglie inferiori e si immerge il nodo in acqua, cambiando il liquido ogni 5-7 giorni. Le radici, quando si formeranno, andranno a reggersi sul substrato solido che avremo inserito nel vaso.
Se volete approfondire l’argomento ho trovato questo video, semplice, ma appassionato ed autorevole sull’idrocoltura.
Piante eleganti da appartamento e progetto
Il vero salto di qualità avviene quando le piante non sono più elementi isolati, ma parte di una strategia spaziale ben studiata: delle composizioni, in tal senso, possono creare delle “isole” verdi che caratterizzano un ambiente in modo profondo arrivando in alcuni casi a creare un microambiente dedicato. Una sequenza di piante infatti può accompagnare un percorso mentre un gruppo ben calibrato può creare una zona filtro tra living e sala da pranzo.
In questo caso le nostre piante non arredano ma organizzano lo spazio. Ed è in questo momento che diventano vera e propria architettura. Un interno con piante correttamente integrate appare più sofisticato, vivo ed equilibrato
La presenza vegetale aumenta la qualità percepita dello spazio perché introduce variazione organica all’interno di una struttura costruita. È un equilibrio tra uomo e natura.
Non aggiungiamo ma integriamo nel progetto
Se stai cercando piante eleganti da appartamento, la domanda non dovrebbe essere “quale pianta scegliere?”, ma piuttosto che ruolo deve avere nello spazio? Finché la pianta è un riempitivo, resta solo decorazione e non aggiunge alcun valore spaziale alla tua abitazione. Quando diventa parte della grammatica compositiva, allora entra davvero nel progetto e a quel punto non potrai più farne a meno.
Bene, se stai pensando a casa tua e vuoi parlarne con me,
Scrivimi qui.
m.s.
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